apr 10 2010

…il perchè di questo blog!

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Questo blog nasce dalla VOGLIA di non rimanere in silenzio, addormentato, inerme, su quanto sta accadendo a CUBA. Pochi mesi fa sono andato a “vedere con i miei occhi” come vivono i cubani, cosa pensano, cosa si devono inventare per sopravvivere. Da questa esperienza e dall’aver conosciuto Gordiano Lupi ecco che nasce l’idea di questo “spazio”, forse utopico, di una CUBA finalmente LIBERA: di esprimersi, di vivere, di esistere.

      Enrico Carcasci

Adesso voglio raccontarvi una storia…si..una storia che riguarda un Paese..uno stato..e forse anche una filosofia di vita; una storia che non ha un colore politico..perchè il rispetto dei diritti umani non conosce e non deve conoscere colori, né di bandiere, né di pelle…

Voglio raccontarvi di un paese dove non è possibile navigare liberamente su internet, dove  non c’è possibilità per il privato cittadino di avere neppure l’accesso alla rete; un Paese dove la posta che i cittadini ricevono e si scambiano,  così come quella in partenza ,viene aperta e controllata; un Paese dove CENSURA vuol dire realmente che non si possono leggere libri se non sono prima approvati dallo stato…un Paese dove esiste un solo quotidiano, dello stato, e niente più!

Un Paese gli ingegneri preferiscono fare i tassisti per racimolare qualche mancia dai turisti anziché non riuscire a sfamare la propria famiglia col salario statale, un Paese dove i bambini, ai turisti, chiedono penne perché quelle che usano a scuola, sono dello stato..a scuola le usano ed a scuola rimangono al termine delle lezioni.

Un Paese dal quale non è possibile, anche ammesso di avere i soldi necessari per farlo, uscire…se non vedendosi confiscata l’auto (chi ce lo’ha), la casa (chi ce l’ha)…come garanzia per il rientro in patria.

Un Paese dove il cittadino, per muoversi da una città all’altra, come per esempio da Firenze a Pisa, è costretto a chiedere il permesso e l’autorizzazione allo Stato.

Un Paese però fatto di gente viva, che non smette di sognare né di lottare.

Un Paese in cui la”rivoluzione”, termine tanto caro in quella terra, oggi ha il volto di una donna quasi 40enne, Yoani Sanchez, che combatte senza far versare una goccia di sangue, ma con la forza delle proprie idee ed il potere delle proprie parole, affidate, da anni, ad un blog, ad internet, al mondo libero.

Un Paese dove i dissidenti, dissidenti dalle idee del regime, preferiscono lasciarsi morire di fame piuttosto che soccombere, che lanciano il loro grido di aiuto al mondo…grido sistematicamente soffocato, fino ad oggi, dallo Stato.

Adesso, grazie al potere delle idee, alla voglia di vivere di persone come Yoani Sanchez che dalle pagine del proprio blog, semplicemente ci racconta le difficoltà quotidiane, fisiche e mentali, del vivere in un sogno che non le appartiene ma che vogliono in ogni maniera costringerla a vivere, non è più un Paese  isolato.

Questa storia, purtroppo, è attuale, è vera.

 Il Paese si chiama Cuba;

 la dittatura, che, RIPETO, non appartiene più ad una fazione politica, cerca di rimanere aggrappata alla mente dei fratelli Castro, Fidel prima e Raul adesso.

Ma sta soffiando un vento forte, intenso, di cambiamento. Il vento della gente che trova la forza per alzare la testa contro coloro che, ogni giorno, sistematicamente, vorrebbero continuare a farla rimanere in silenzio.

Un vento nuovo si sta alzando da Cuba…

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