dic 23 2011
da Yoani: con la valigia pronta
Nella foto una delle tante risposte negative che ho ricevuto in seguito a una mia richiesta di viaggiare, come sempre senza spiegare il motivo…dic 23 2011
Nella foto una delle tante risposte negative che ho ricevuto in seguito a una mia richiesta di viaggiare, come sempre senza spiegare il motivo…dic 22 2011
Nella mia infanzia ricordo una lunga lista di frasi e di parole vietate, ma due erano le più censurate: “Natale” e “Diritti Umani”. Ogni tanto sentivo sussurrare la prima dalla bocca di una nonna che aveva conosciuto gli alberi adornati con ghirlande, i torroni di Alicante e il tacchino. La seconda, invece, si mormorava in senso dispregiativo per alludere a persone coinvolte in attività controrivoluzionarie. Sono cresciuta così, senza conoscere le festività dell’ultima settimana dell’anno e credendo che quella dichiarazione adottata dalle Nazioni Unite nascondesse il male. Il mio ridotto vocabolario mi ha spinto a tenere un comportamento civico timoroso e mi ha portato ad accettare passivamente un lungo elenco di proibizioni.
In questo mese di dicembre, i negozi sfoggiano luci intermittenti e alberi ben adornati. Un pingue Santa Claus sorride nella vetrina di un importante centro commerciale della città. Le persone si incontrano per strada e tra di loro si scambiano frasi come “Buon Natale”, “Sto facendo gli acquisti di Natale”, “Vieni a casa mia a festeggiare il Natale”. Il ridotto vocabolario della mia infanzia si è visto restituire una parola, un termine che per decenni è stato considerato maledetto. Nonostante tutto, il vicino di casa continua a dire: “Fai attenzione, non ti avvicinare troppo, perché loro sostengono i diritti umani”. In qualche meeting di ripudio - tra i tanti che vengono organizzati nel nostro paese – in questo istante qualcuno sta gridando: “Abbasso i diritti umani!” e il poliziotto politico che sorveglia la situazione all’angolo di una strada conferma alla radio: “Sì, stanno arrivando i gruppuscoli che sostengono i Diritti Umani”. Non può mancare un amico che ci chiede di parlare a bassa voce, “perché se cominci ad affrontare certi argomenti, è meglio alzare il volume della musica”.
Una neve ipotetica cade sul rosso dei berretti natalizi, ma un tremendo acquazzone la dissolve e la riduce al minimo. Cade la pioggia dell’intolleranza, scendono le gocce delle detenzioni, soffia il vento inclemente che tormenta la nostra Isola quando qualcuno osa appena pronunciare l’espressione “diritti umani”.
www.lastampa.it/generaciony – Traduzione di Gordiano Lupi - www.infol.it/lupi
Foto: Fuochi artificiali all’Avana per il giorno dei diritti umani
Nota del traduttore:
La giornata dei diritti umani a Cuba è passata al ritmo di numerosi arresti temporanei, la nuova prassi raulista. Gli attivisti dei diritti umani hanno confezionato ombrelli simbolici e camicette disegnate da El Sexto. Tra gli arrestati segnaliamo il cantante punk Gorki Avila, che non ha potuto esibirsi.
dic 07 2011
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